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Home Bellezza Isoflavoni di soia: cosa sono e a cosa servono.

La soia

La soia è un legume ricco di proteine e aminoacidi, facilmente digeribile, che contiene una buona quantità di lipidi. La soia aiuta in una dieta bilanciata, grazie alla sua ricchezza di sali minerali quali il calcio, il fosforo e il potassio.
Ultimamente c’è stato molto interesse intorno alla soia. Ad esempio sono state fatte diverse ricerche epidemiologiche sulle popolazioni asiatiche, grandi consumatrici di questo legume. Si è visto come il popolo orientale subisca in modo nettamente inferiore i disagi del climaterio, così come sono meno soggetti ai casi di osteoporosi, cancro al seno, malattie cardiovascolari. Pare che la soia sia benefica anche per il cuore, se inserita in una dieta anti-colesterolo.

Gli isoflavoni di soia

In particolare ci si è concentrati sul consumo che fanno le donne orientali degli isoflavoni di soia, estratti dalle proteine della soia, che hanno una struttura simile agli estrogeni. Queste proteine vegetali pare abbiano un effetto regolatore naturale sulla produzione ormonale corporea femminile. Per questo, possono considerarsi la soluzione naturale più adatta per compensare gli effetti di un andamento ormonale instabile. Proprio studiando le abitudini alimentari tra popolazioni si è arrivati alla conclusione che assumere regolarmente soia determina un adattamento migliore allo squilibrio ormonale derivato dalla menopausa. In particolare, con circa tre mesi di terapia a base di isoflavoni si possono riscontrare notevoli miglioramenti della sintomatologia.

Controindicazioni

Ci teniamo a precisare che l’uso di fitoestrogeni è consigliabile dopo aver consultato il parere del proprio medico, di modo che ci possa prescrivere una terapia a base di isoflavoni di soia adatta al nostro organismo. Occorre, infatti, farne un uso limitato e circoscritto nel tempo. È meglio evitarli per i bambini e per le donne in gravidanza: durante la gestazione i fitoestrogeni passano nel liquido amniotico e rischiano di alterare lo sviluppo delle ghiandole endocrine del feto, mentre i bambini possono subire un’alterazione dello sviluppo sessuale.
Complessa è la questione soia-carcinoma. Molte donne assumono questo legume per proteggersi dal possibile rischio di cancro al seno, per la sua elevata presenza di fitormoni. Nel caso in cui, però, venga diagnosticato un carcinoma mammario è consigliabile smetterne l’assunzione dato che la soia potrebbe favorire l’espressione di geni tumorali associati ad un aumento della proliferazione delle cellule cancerogene.
I risultati di una ricerca al riguardo, pubblicata sul Journal of National Cancer Institute, hanno dato evidenza del fatto che un gruppo di donne che assumeva gli integratori di proteine della soia registrava una sovraespressione dei geni associati alla proliferazione cellulare nei tumori, mentre coloro che assumevano le proteine del latte no. Il dibattito medico, al riguardo è ancora piuttosto acceso ma, in definitiva, i ricercatori consigliano di moderare l’utilizzo di proteine della soia nei casi di tumore al seno.

In conclusione: soia sì o no?

In definitiva, si può dire che la ricerca non è riuscita a dare una visione certa degli effetti della soia e dei suoi derivati. L’aspetto terapeutico più conosciuto e diffuso è sicuramente quello che riguarda i disturbi del climaterio, ma non si possono ignorare le controindicazioni che ne scaturiscono.

Fonte: http://www.fondazioneveronesi.it/articoli/alimentazione/i-mille-benefici-della-soia

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