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Correlazione tra densità ossea e ansia

Menopausa

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Uno studio ha dimostrato che elevati livelli di ansia possono essere un fattore connesso con il rischio di osteoporosi

La fragilità ossea va di pari passo con l’avanzare dell’età e riguarda sia gli uomini che le donne sebbene per queste ultime i sintomi siano più evidenti con la menopausa e soprattutto in concomitanza con uno stile di vita sedentario e poco equilibrato.

Lo studio.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Menopause dal titolo “Anxiety levels predict fracture risk in postmenopausal women assessed for osteoporosis” e condotto a Messina su 192 donne in post-menopausa affette da disturbi di ansia di varia intensità mostrerebbe come elevati livelli di ansia possano essere considerati un fattore connesso con il rischio di osteoporosi, come racconta il dottor Antonino Catalano, ricercatore in Medicina Interna e primo autore dello studio.

Innanzitutto sono state valutate la densità minerale ossea e il rischio di frattura, unitamente a un’indagine psicodiagnostica in cui, con l’applicazione della scala di Hamilton e la compilazione di un questionario su abitudini e comportamenti, sono stati esaminati i livelli d’ansia nelle donne coinvolte.

Lo studio sembrerebbe mostrare che, mentre le donne più ansiose corrono più rischi per la salute ossea, quelle con un livello di ansia meno elevato mostrano una migliore densità minerale delle ossa.

L’importanza dello stile di vita

“È possibile affermare che tale rapporto dipenda prevalentemente da alterazioni di tipo endocrino e immunitario” continua il dottor Catalano.

Sembrerebbe inoltre esserci una correlazione tra disturbi d’ansia e stile di vita, come sottolinea Gabriella Martino, ricercatrice in Psicologia Clinica e anche lei coinvolta nello studio: “Il risultato che scaturisce da questa ricerca è fondamentalmente quello di considerare anche i livelli di ansia nell’insorgenza dell’osteoporosi e nell’aumento del rischio fratturativo. L’attitudine al fumo e la scarsa attività fisica, che sono stati riscontrati nelle donne con i più elevati livelli di ansia, potrebbero costituire, al di là della riduzione dei livelli di ansia, fattori di rischio modificabili”.

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