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Gli amici ci allungano la memoria!

Psicologia

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Come recuperare quasi trent'anni grazie all'amicizia

Chi trova un amico trova un tesoro. Non una frase fatta, ma un’espressione, che racconta una verità come poche: l’amicizia è un valore unico e prezioso. Se un amore, anche il più grande, può finire, un’amicizia vera a profonda resta, anche per tutta la vita, con tanti e preziosi benefici anche in tarda età, soprattutto per la memoria.

Lo studio

Da un’indagine condotta dalla Northwestern University di Evanston, Illinois, si evince come ci siano prestazioni migliori in termini cognitivi e una memoria più forte, in gruppi di ultraottantenni che intrattengono a vario titolo rapporti di amicizia. Meno prestazioni, invece, si riscontrano in chi conduce al contrario una vita solitaria, soprattutto dopo i 65.

La ricerca si basa su una versione della Psycological Well-Being Scales di Carol Ryff, che tratta alcuni e fondamentali aspetti del benessere psicologico, dalle relazioni con gli altri alla crescita personale, passando per gli obiettivi che ci si prefigge nella vita.

Tanti amici, tanti tesori

“Alcune persone preferiscono mantenere rapporti molto forti con pochi individui, mentre altri preferiscono interagire con gruppi più ampi: la socialità può assumere forme differenti”, ha commentato Amanda Cook, prima autrice dello studio.

Questo non significa che esista un modo più “giusto” di un altro per intrattenere rapporti di amicizia. Certamente è molto importante la qualità del tempo trascorso insieme, più che la quantità: il vero amico è quello che ti stimola la mente, con cui condividere opinioni e momenti e a volte discutere, con cui abbandonarsi ai ricordi dei tempi andati, con cui progettare, sognare, a qualunque età. Gli studi dimostrano anche che, indipendentemente da quanti amici si possono contare su Facebook o sugli altri social network, la maggior parte delle persone ha dei veri legami emotivi con un ristretto numero di persone. Sono quei legami che coinvolgono le persone di cui ci possiamo fidare, ci permettono di confrontarci dopo un dolore e una delusione, di gioire di una vittoria, di condividere un momento irripetibile, di allenare la mente, inseguendo i ricordi e i racconti, e di rallentare così il declino cognitivo e mnemonico nel corso del tempo.

La condivisione come fonte di gioia, ma anche di salute!

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