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La felicità non sempre è per i 20enni… è più facile che arrivi dopo gli “anta”!

Psicologia

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È con il passare del tempo che arriva il momento del vero ascolto di sé e la rinnovata felicità della consapevolezza.

20 anni… gioie ma anche preoccupazioni

Tante di noi si saranno ritrovate a ripensare ai vent’anni con il sorriso e, perché no, anche con un pizzico di nostalgia! I vent’anni sono solitamente sinonimo di spensieratezza, di avventurosi viaggi in campeggio o in ostello, di feste lunghe fino al mattino dopo, di sogni, speranze, primi e indimenticabili amori. Eppure i 20 anni portano con sé anche qualche inquietudine, momenti di indecisione, dubbi sul proprio futuro e una certa incoscienza che non ci fa essere pienamente padroni di noi stessi e a nostro agio con quello che desideriamo nel profondo.

Gli anta, l’età della consapevolezza

Solo con il passare del tempo arriva il momento del vero ascolto di sé stesse, e la rinnovata felicità è quella della consapevolezza: conosciamo i nostri pregi e difetti, possiamo goderci i desideri realizzati, la nostra famiglia, i nostri nipoti, il tempo libero per le amiche, per i viaggi, il volontariato. Dopo gli “anta” possiamo finalmente comprendere e accettare punti di forza e di debolezza: è il passo verso la serenità. Non è mai tardi per cambiare e per cercare di migliorarci, e anche per potenziare gli aspetti che ci rendono unici.

Un tempo per tutto

Con gli “anta” inizia il tempo delle riscoperte, dei ricordi felici, delle grandi opportunità. Se ci guardiamo allo specchio vedremo una donna più consapevole e matura.
Per ogni fase della vita c’è un pizzico di gioia, ed è giusto riconoscerne le differenze per vivere in pienezza ogni momento, da quello più spensierato dei venti anni a quello più consapevole dei quaranta, a quello più saggio e che tanto ha da insegnare dei sessanta.

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