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L’indecisione che ci rende fragili potrebbe invece essere una virtù?

Psicologia

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Accettiamoci per come siamo, "dolcemente complicate" con le nostre fragilità e i nostri dubbi.

Dolcemente complicate

“Siamo così, dolcemente complicate, sempre più emozionate, delicate”, così cantava Fiorella Mannoia in “Quello che le donne non dicono”. Complicate, sensibili, fragili, ma anche indecise.

Che sia l’abito da mettere a un appuntamento galante, il libro più adatto da regalare a un’amica, il colore con cui tinteggiare i muri del salotto, il nuovo ristorante da provare per primo: sempre più spesso ci troviamo ad avere dubbi e indecisioni davanti a grandi e piccole scelte della vita.
Il timore più grande, anche quando si tratta di scegliere tra un vestito nero o uno colorato, o tra una parete pastello o una a tinte forti, è quello di essere inadeguate a una situazione, di fare una scelta sbagliata dalla quale non potremo più tornare indietro.

“Nella maggior parte dei casi” spiega Davide Algeri, psicoterapeuta e ideatore del Servizio Italiano di Psicologia Online (SIPO) “per uscire dalla profonda indecisione si inizia a stilare l’elenco dei pro e dei contro senza però riuscire a smuoversi dalla posizione di bilico”.
Eppure il nodo fondamentale consiste nell’accogliere con serenità le conseguenze di una scelta e non avere timore di accettarsi come si è anche con le proprie fragilità: “Bisogna accettare il fatto che esiste sempre una percentuale di rischio che le cose non vadano come ci si aspettava e bisogna ricordarsi delle volte in cui è capitato di aver fatto la scelta sbagliata senza che ciò abbia provocato dei disastri”, continua Algeri. Questo è forse l’unico modo per far sì che l’indecisione non diventi patologica, paralizzante. A volte essere ambivalenti può essere una risorsa e può rivelare le nostre mille sfaccettature.

Accettiamoci per come siamo, sempre

Gli studiosi sono sempre di più concordi nell’attribuire agli indecisi anche qualche pregio: la creatività, l’empatia, la capacità di contenere i favoritismi per il gruppo di appartenenza, quella di essere più equi e tolleranti e di adattarsi a situazioni diverse: “Gli ambivalenti sono persone che hanno molte conoscenze, cognizioni, emozioni nei riguardi dello stesso oggetto. Non sono indecisi, ma hanno una visione più differenziata”, scrive la dottoressa Nicoletta Cavazza dell’Università di Modena-Reggio Emilia.
Un pizzico di indecisione potrebbe non essere sintomo di nulla di negativo e a volte indagare in profondità le ragioni di una scelta è un vantaggio, ci può rendere più curiosi e aperti. Accettarci per come siamo, con le nostre fragilità e i nostri dubbi, parlandone con la famiglia, gli amici o uno specialista è la soluzione per affrontare tutte le scelte e i cambiamenti con positività e coraggio.

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