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Quando lo shopping diventa compulsivo

Psicologia

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Riconoscere il limite tra il piacere e la compulsione per non sfociare nella dipendenza

Ricordate il libro bestseller I love shopping? La protagonista Becky è una ragazza inglese che lavora come freelance per una piccola rivista specializzata in questioni economiche dal titolo “Far fortuna risparmiando”. La cosa paradossale e ironica del libro (anche un film di successo) è come Becky sia un disastro nello gestire le proprie finanze e si comporti esattamente in modo contrario rispetto ai consigli che offre alle lettrici nella sua rubrica. Possiamo considerare Becky come esempio di una ragazza affetta da quella che è stata definita sindrome da shopping compulsivo. Ma dalla finzione alla realtà il passo è breve.

Dalle stime, ne soffrirebbe circa il 5% della popolazione, in particolare le donne: “sono stati distinti due tipi di disturbo: come sintomo compensatorio, secondario a un disturbo psicologico come depressione o ansia; e come comportamento compulsivo, morboso, tendenza esagerata e incontrollabile a comprare per riempire un vuoto, proteggersi attraverso rituali”, scrive la psicologa Brunella Gasperini.

Effettivamente lo shopping compulsivo viene spesso associato alla compensazione. A tutte noi sarà capitato di sentirci un po’ giù e di coccolarci con un regalo, un paio di scarpe nuove, un vestito all’ultima moda, il nostro profumo preferito, ma attenzione a che questi gesti non avvengano troppo di frequente, mandando in rosso il nostro conto in banca e mettendoci in crisi con affitto, rata del mutuo o bollette.

A questo proposito sembra che alcune banche britanniche vogliano servirsi di un braccialetto in grado di assestare una piccola scarica ai clienti che autorizzano una spesa eccessiva rispetto al deposito sul proprio conto corrente, una specie di alert che inviti alla prudenza.

Riconoscere il limite tra il piacere e la compulsione, come per tutti i disturbi, non è semplice, ma un segnale di allarme da considerare è quando lo shopping prevede, ad esempio, acquisti inutili, doppioni, o notti insonni alla ricerca di oggetti online.
La dipendenza può essere affrontata in modo positivo, comprendendo che a volte la più grande coccola non è materiale, ma legata all’affetto di un amico o di un parente, a uno spettacolo della natura, a un momento che riserviamo solo a noi stesse, un bagno caldo, la pittura, una sera a teatro. Impariamo a piacerci così come siamo!

E se nonostante tutto non riusciamo a tenere bene sotto controllo gli acquisti, ecco qualche semplice consiglio:
– Diamoci un limite di budget settimanale o mensile
– Usciamo in compagnia di un’amica che potrà aiutarci a tenere sotto controllo le spese, monitoriamo e riduciamo al minimo lo shopping online
– Teniamo un diario in cui annoteremo i nostri acquisti.
– Se poi ci sembra necessario, parliamone con uno specialista che ci aiuterà a farci recuperare la fiducia in noi stesse!

 

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