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Home Pavimento pelvico Incontinenza Dopo la prostatectomia.

I fisioterapisti indicano esercizi specifici per i postumi di un’operazione alla prostata. Questi sono finalizzati a migliorare gli effetti collaterali derivati dal cedimento del pavimento pelvico.

Effetti collaterali dopo l’intervento
La disfunzione erettile, l’assenza di eiaculazione e l’ incontinenza urinaria sono i più diffusi effetti collaterali del dopo prostatectomia. Il primo disagio che si presenta con più frequenza è causato da un minor afflusso di sangue al pene per via della compromissione di alcune arterie o di alcuni nervi. Questo accade soprattutto nei pazienti in là con l’età, in particolare dopo i 70 anni. Per quanto riguarda l’assenza di eiaculazione, invece, possiamo dire che sia una conseguenza non evitabile perché è legata all’asportazione delle vescicole seminali che contengono il liquido seminale, appunto. Arriviamo all’incontinenza urinaria: nella maggior parte delle persone questa compare dopo aver rimosso il catetere e va progressivamente migliorando nei mesi successivi all’intervento.
L’incontinenza urinaria che si verifica dopo questo tipo di operazione è soprattutto data dalla pressione addominale e sollecitata da un colpo di tosse, uno starnuto, uno sforzo. Ci possono essere delle perdite legate alla difficoltà di controllare lo sfintere uretrale quando c’è lo stimolo, oppure perdite successive alla minzione.
Studi recentissimi hanno dimostrato e confermato l’efficacia della riabilitazione per queste condizioni post intervento. La riabilitazione pelvica sarebbe importante iniziarla ancora prima dell’intervento, per proseguire dopo l’operazione. L’efficacia degli esercizi del pavimento pelvico ormai è certa: grazie a questi il sangue della muscolatura del pavimento pelvico viene ossigenato e si elimina pian piano quello che non è ossigenato.

Esercizi per il pavimento pelvico

Come dicevamo, bisognerebbe iniziare a praticare gli esercizi per il pavimento pelvico appena si ha la conferma che ci si deve sottoporre all’intervento alla prostata. Sempre consultando e seguendo il consiglio del chirurgo, si può pensare di fare gli esercizi eseguendoli con estrema delicatezza, mentre il catetere è ancora in sede. Una volta rimosso, questi potranno essere effettuati con maggior energia e vigore.
È importante eseguirli correttamente ed essere seguiti da qualcuno mentre si mettono in atto. La cosa migliore sarebbe farli davanti ad uno specchio, per avere maggior controllo dei movimenti del proprio corpo. L’aspetto psicologico non va sottovalutato: la convinzione dell’efficacia degli esercizi è determinante per una corretta e piena riabilitazione.
Gli esercizi del pavimento pelvico andranno delineati in modo particolare per ciascuna persona, in base al proprio fisico e alle proprie condizioni. Ricordiamoci che è la qualità e non la quantità dei movimenti che conta: questi andranno a migliorare e potenziare la massa, la forza e la resistenza muscolare. Possiamo svolgere gli esercizi a casa, anche tre volte al giorno, in posizione supina, da seduti o da in piedi.
Possiamo svolgere questi esercizi in diverse posizioni. Ad esempio, distesi: stendiamoci sulla schiena, con le ginocchia piegate, i piedi e le ginocchia leggermente divaricate. Iniziamo a contrarre il pavimento pelvico come per trattenere le perdite urinarie. Cerchiamo di mantenere la contrazione il più energicamente possibile. Non occorre trattenere il respiro o di contrarre le natiche. Possiamo eseguire un massimo di tre contrazioni alla mattina resistendo per 10 secondi in questa posizione, includendo sempre un riposo di 10 secondi. Potrebbe essere utile ripetere l’esercizio nel pomerig-gio. Stessa tipologia di movimento possiamo svolgerla da seduti su una sedia o in piedi.
Una buona abitudine da prendere e che può essere d’aiuto per la riabilitazione del pavimento pelvico è quella di cercare di alzare leggermente il pavimento pelvico mentre si cammina, così da utilizzare i muscoli e fargli fare esercizio.
Durante lo svolgimento della terapia possiamo sentirci più sereni e confortati utilizzando dei prodotti adeguati, come gli assorbenti specifici di TENA.

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