Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno, un mese che ci ricorda l’importanza di prenderci cura di noi stesse e del nostro corpo, oltre che di tutto quello che ci circonda. Perché diciamo questo? Perché tra il lavoro, la famiglia e gli impegni più o meno ludici spesso dimentichiamo di darci l’attenzione che meritiamo, che si manifesta, per esempio, anche con una “semplice” ecografia al seno.
Attenzione, conoscenza e consapevolezza: la prevenzione del tumore al seno parte proprio da qui. Non significa vivere con la paura di ammalarsi, ma scegliere di volersi bene attraverso controlli periodici, uno stile di vita sano e l’ascolto dei segnali che il nostro corpo ci manda.
Dall’autopalpazione agli esami diagnostici, esistono diversi strumenti che possono accompagnarci nelle fasi della nostra vita. E conoscerli è il primo passo per affrontare la salute del seno con maggiore serenità. In questo articolo li scopriremo insieme, ma prima vediamo la patologia più da vicino, nel prossimo paragrafo.
Il tumore al seno: fattori di rischio e sintomi
Il tumore al seno, o carcinoma della mammella, è una malattia caratterizzata dalla crescita anomala e incontrollata di alcune cellule del tessuto mammario. Esistono diversi tipi di tumore della mammella, che si distinguono in base alle cellule coinvolte, alla loro origine e alle loro caratteristiche biologiche.
Tra le forme più comuni ci sono i carcinomi duttali, che hanno origine nei dotti mammari, e i carcinomi lobulari, che si sviluppano invece nei lobuli, le strutture che producono il latte. Esistono poi ulteriori sottotipi, classificati anche in base alla presenza o meno di determinati recettori e caratteristiche molecolari. Questa varietà spiega perché ogni diagnosi debba essere valutata individualmente e perché, in caso di dubbi o cambiamenti, sia importante affidarsi sempre al proprio medico di fiducia.
Come tante patologie, anche il tumore al seno ha i suoi fattori di rischio e conoscerli è già un primissimo modo di cominciare una qual forma di prevenzione. Vediamone insieme alcuni:
- Età: il rischio tende ad aumentare con l’avanzare dell’età.
- Familiarità: avere parenti stretti che hanno avuto un tumore della mammella può essere associato a un rischio maggiore.
- Predisposizione genetica: alcune alterazioni genetiche ereditarie, come quelle dei geni BRCA1 e BRCA2, possono aumentare significativamente il rischio.
- Precedenti patologie della mammella: alcune condizioni possono essere associate a un rischio maggiore e richiedere un monitoraggio specifico.
- Fattori ormonali e riproduttivi: alcuni aspetti legati alla storia ormonale e riproduttiva possono influenzare il rischio individuale.
- Stile di vita: sedentarietà, sovrappeso o obesità, soprattutto dopo la menopausa, e un consumo elevato di alcol possono contribuire ad aumentare il rischio.
È importante ricordare che il rischio è il risultato di più elementi e che non sempre è possibile individuare una singola causa. Per questo, la prevenzione e il dialogo con il proprio medico sono strumenti preziosi per costruire un percorso di salute personalizzato e tutelarsi dal tumore al seno.
Oltre ai fattori di rischio, ci sono poi alcuni sintomi strettamente legati alla patologia a cui è bene prestare attenzione, tra questi:
- Un nodulo o un’area indurita all’interno del seno o nella zona ascellare.
- Un cambiamento nella forma o nelle dimensioni di una mammella.
- Alterazioni della pelle, come arrossamento, ispessimento o un aspetto diverso dal solito.
- Cambiamenti del capezzolo, come una modificazione della sua forma o una retrazione.
- Secrezioni dal capezzolo, soprattutto se non legate all’allattamento.
- Un cambiamento persistente e insolito rispetto all’aspetto abituale del proprio seno.
La presenza di uno di questi segnali non significa automaticamente avere un tumore al seno: molti cambiamenti della mammella possono infatti avere anche cause benigne. Il consiglio che ci sentiamo di darvi, però, è semplicemente di non ignorarli e di parlarne con il vostro medico, che potrà valutare se siano necessari ulteriori accertamenti.
Dall’autopalpazione all’ecografia al seno: i gesti e gli esami della prevenzione
La prevenzione del tumore al seno non è un unico gesto e non segue necessariamente lo stesso percorso per tutte. Età, familiarità, storia personale e caratteristiche del seno possono rendere indicati controlli differenti. Per questo è importante conoscere le possibilità disponibili e confrontarsi con il proprio medico per capire quali siano più adatte alla propria situazione.
Accanto agli esami di screening e agli eventuali controlli prescritti dallo specialista, ci sono però anche alcune semplici attenzioni quotidiane che possono diventare parte di un percorso di consapevolezza. Qualche esempio?
- Imparare a conoscere il proprio seno: osservare regolarmente il suo aspetto e prestare attenzione a eventuali cambiamenti rispetto al proprio normale.
- Praticare l’autopalpazione: può aiutare a familiarizzare con il proprio seno e a riconoscere eventuali variazioni. Non sostituisce, però, la visita medica e gli esami di screening.
- Non rimandare un controllo: se si nota un cambiamento insolito o persistente, è sempre meglio parlarne con il proprio medico senza aspettare il controllo successivo.
- Seguire uno stile di vita sano: alimentazione equilibrata, movimento regolare e mantenimento di un peso salutare contribuiscono al benessere generale e possono aiutare a ridurre alcuni fattori di rischio.
- Limitare il consumo di alcol e non fumare: sono comportamenti importanti per la salute generale e per la prevenzione di diverse patologie.
- Conoscere la propria storia familiare: sapere se in famiglia ci sono stati casi di tumore della mammella o dell’ovaio può essere utile per valutare con il medico il proprio profilo di rischio.
- Partecipare ai programmi di screening: quando si rientra nelle fasce d’età previste, aderire agli screening organizzati rappresenta un’importante opportunità di prevenzione.
Dalle attenzioni quotidiane agli esami veri e propri che possono aiutarci nel nostro percorso di prevenzione dal tumore al seno. Vi mettiamo di seguito i più importanti, da calendarizzare!
- Mammografia: è l’esame di riferimento nei programmi di screening del tumore della mammella e viene generalmente proposto a partire da una determinata fascia d’età, secondo le indicazioni del Servizio sanitario e della propria Regione.
- Ecografia al seno: utilizza gli ultrasuoni e può essere indicata dal medico in diverse situazioni, per esempio per approfondire un nodulo o un’area che necessita di valutazione. Può essere particolarmente utile nello studio di mammelle dense, ma l’indicazione deve essere personalizzata. Quando farla? Anche qui non c’è un “momento buono” per tutte, dipende dall’età, dalle caratteristiche del tessuto mammario, dalla presenza di sintomi o di un reperto da approfondire, dalla storia personale e familiare e dagli eventuali risultati di altri esami.
- Visita senologica: permette allo specialista di raccogliere informazioni sulla storia personale e familiare, valutare eventuali sintomi e stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti.
- Altri esami diagnostici: in presenza di particolari condizioni o quando gli esami precedenti lo rendono necessario, il medico può indicare ulteriori accertamenti, come la risonanza magnetica della mammella o una biopsia.
Ci teniamo a chiudere con un ultimo consiglio: per quanto ottobre sia il mese dedicato alla prevenzione del tumore al seno, ricordatevi di prendervi cura di voi e del vostro corpo tutto l’anno. Non solo 31 giorni.