ISCRIVITI

SCOPRI DI PIÙ SUL PROGRAMMA FEDELTÀ

Cos’è l’ipogonadismo maschile?

A volte certi temi sembrano più difficili da affrontare perché sono complesse le parole che li definiscono e descrivono, come l’ipogonadismo maschile. Non vogliamo sminuire il fenomeno che tanti uomini affrontano o con cui devono convivere, ma provare a scoprirlo insieme da vicino, per capire meglio cos’è l’ipogonadismo, quali sono le cause, i sintomi e le possibili cure.

Per cominciare, le gonadi sono gli organi sessuali maschili e femminili, quindi i testicoli nel primo caso e le ovaie nel secondo. L’ipogonadismo maschile indica una ridotta attività proprio dei testicoli e una secrezione di testosterone inferiore “alla norma”.

In medicina si parla di ipogonadismo primario quando questo è causato dalle gonadi stesse, mentre di ipogonadismo secondario o ipogonadotropo quando le responsabilità sono dell’ipotalamo e/o ipofisi, due organi endocrini che hanno il compito di stimolare i testicoli (ma anche la tiroide e altri).

Per avere un quadro completo di che cos’è l’ipogonadismo maschile, aggiungiamo che questo può essere congenito e quindi presentarsi fin dalla nascita come un’antipatica eredità genetica, oppure manifestarsi in fasi successive della vita, a causa di eventi scatenanti. Quali? Lo scopriamo nel prossimo paragrafo!

Le cause dell’ipogonadismo maschile

Tra le cause principali dell’ipogonadismo maschile primario ci sono condizioni geneticamente determinate e altre come:

  • la mancata discesa dei testicoli alla nascita, che può però essere corretta per tempo;

  • possibili traumi ai testicoli, soprattutto durante l’infanzia e/o l’adolescenza;

  • gli orecchioni, anche questi se contratti durante gli anni “chiave” per lo sviluppo del ragazzo;

  • le chemioterapie o radioterapie contro il cancro, che possono compromettere l’apparato sessuale e la fertilità del paziente.

Tra quelle che invece possono determinare l’ipogonadismo ipogonadotropo ci sono, anche in questo caso, condizioni congenite e:

  • possibili traumi, tumori o terapie invasive a carico dell’ipotalamo e/o ipofisi;

  • una patologia derivante dall’accumulo di ferro (emocromatosi);

  • esercizio fisico eccessivo e non controllato;

  • un’alimentazione non regolata, che può sfociare in obesità o eccessiva magrezza, con conseguenze importanti sui livelli ormonali e quindi anche sui testicoli;

  • la contrazione del virus dell’HIV;

  • l’età avanzata e il progressivo calo della produzione di testosterone, tipico dell’andropausa.

Ovviamente non vogliamo consideriate esaustivo questo nostro elenco, in nessuna delle due casistiche. Come sempre, il miglior consiglio che possiamo darvi, è rivolgervi al vostro medico di fiducia per scoprire di più e approfondire sull’argomento.

I sintomi dell’ipogonadismo maschile

Come si manifesta l’ipogonadismo? Quali sono in suoi sintomi più comuni e diffusi?

Il primo è ovviamente la scarsa produzione di testosterone, come abbiamo già detto, ma ce ne sono altri che possono accendere la spia su questo fenomeno, come:

  • lo sviluppo irregolare dei genitali maschili: quando pene e testicoli non riescono a crescere come dovrebbero è bene indagare sull’ipogonadismo;

  • una crescita anomala del seno, fenomeno che negli uomini può arrecare disagio fisico e psicologico;

  • il calo del desiderio e un’intimità che viene sempre meno con la partner;

  • la disfunzione erettile;

  • un’anomala perdita dei capelli con stempiatura precoce e una riduzione della massa muscolare;

  • l’osteoporosi, che si presenta all’abbassarsi dei livelli di testosterone;

  • la riduzione dei peli su tutto il corpo.

Quando e come è possibile curare l’ipogonadismo

Se fin qui abbiamo provato a parlare dell’ipogonadismo maschile in modo chiaro, ma anche senza scendere in “tecnicismi medici” poco adeguati a questa sede, ora vogliamo procedere con cautela, rimandandovi ancora una volta ad approfondire con il vostro medico, perché il tema della “cura” dall’ipogonadismo merita di essere sicuramente trattato con la dovuta precisione e competenza.

Alla domanda “si può guarire dall’ipogonadismo” dobbiamo, infatti, rispondere in modo cauto e distinguendo, ancora una volta, tra ipogonadismo primario e ipogonadismo ipogonadotropo. Nel secondo caso, quello che si può fare è intervenire con una terapia ormonale sostitutiva, che possa ripristinare i livelli di testosterone e alleviare tanti dei sintomi che abbiamo affrontato nel paragrafo precedente. Nel caso dell’ipogonadismo primario, invece, non ci si può aspettare una “guarigione definitiva”, ma possiamo imparare a conviverci e a gestirlo al meglio. Le figure specialistiche di riferimento sono l’andrologo e l’endocrinologo, spesso coinvolti insieme nella diagnosi e nella gestione dell’ipogonadismo maschile e dell’andropausa.

CONDIVIDERE

banner men móvil

Articoli simili

Stempiatura uomo o calvizie incipiente: come possiamo arginarla e mantenere sempre alto il morale.

La stempiatura lieve o profonda, nell’uomo, è un fenomeno comune. Scopriamo insieme come arginarla e

Cosa succede in andropausa

L'andropausa può causare ansia e calo del desiderio. Scopri i sintomi psicologici e come affrontarli

Prima visita andrologica: non c’è imbarazzo nella prevenzione

Fare una visita andrologica è importante per la prevenzione ad ogni età. Scopriamo in cosa

Congratulazioni!

I tuoi punti sono stati aggiunti con successo al tuo profilo.
Cogli l’occasione per riscattare coupon e regali.