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L’altruismo che rende felici

Psicologia

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Prendersi cura degli altri per essere più felici.

Ogni fase della vita ha le sue prerogative. Possiamo considerare l’età della maturità avanzata come un momento unico per prendersi cura di se stessi e degli altri, per dedicarsi alla famiglia, al volontariato, per vivere a pieno le trasformazioni nelle relazioni affettive e sociali e dedicare il tempo a buone pratiche, da condividere con la famiglia o con le amiche.
A livello emotivo è assolutamente fisiologico avvertire un senso di disorientamento, che può anche tramutarsi in ansia e tristezza. È il nostro cervello che si attiva e cerca di adattarsi alle trasformazioni di questa fase.
Quello che cambia nella terza età è solo il modo di sentire e vivere le esperienze: provare emozioni, gioire per una bella notizia, stupirsi di quello che la vita ci regala giorno dopo giorno, sono momenti speciali che non hanno scadenza e che ci aiutano a rimanere di buon umore. Studi recenti attestano come prendersi cura degli altri renda più sereni e come l’altruismo, anche se costituito da piccole azioni, ci renda persone (oltre che migliori) anche più felici.

Lo studio

Una ricerca (“A neural link between generosity and happiness” – luglio 2015) condotta su 50 volontari da Philippe Tobler e Ernst Fehr del Dipartimento di Economia dell’Università di Zurigo ha rivelato come le buone azioni portino a scatenare un cambiamento nei neuroni della nostra mente. Ai volontari era stato chiesto di pensare a come utilizzare una modesta quantità di denaro che avrebbero ricevuto entro qualche settimana: una metà si era impegnata a donare il denaro o una parte di esso a parenti o per beneficenza, una metà aveva deciso di destinarla a esaudire i propri desideri materiali. Gli studiosi hanno monitorato le aree cerebrali interessate ricavando un quadro dell’interazione tra altruismo e felicità: «Non c’è bisogno di sacrificarsi come un martire per sentirti più appagati», afferma Philippe Tobler, «Già essere un filo più generosi può bastare. Il solo promettere di agire altruisticamente attiva l’area cerebrale dell’altruismo e intensifica la relazione con la felicità. È davvero notevole il fatto che già l’intenzione generi un cambio neurale prima che l’azione sia davvero compiuta».

La forza dell’altruismo

Sembra infatti che ben tre aree cerebrali siano stimolate nel momento in cui si immagina di compiere un atto di altruismo, anche piccolo. È questa la ragione per cui quando si immagina di compiere un’azione altruistica si innescano dei cambiamenti della nostra mente che portano a sentirci felici e appagati. Nelle parole dello scrittore Hermann Hesse: «La vita di un uomo puro e generoso è sempre una cosa sacra e miracolosa, da cui si sprigionano forze inaudite che operano anche in lontananza».

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