La gravidanza è uno di quei momenti della vita in cui ogni cambiamento del corpo può suscitare grandi emozioni, tante domande e piccole ansie. Un esempio di queste ultime? Lo spotting o le perdite da impianto, fenomeno del tutto normale nelle prime settimane di gestazione e molto comune tra le future mamme.
Cominciamo subito col fare una precisazione: dal punto di vista medico, lo spotting indica leggere perdite di sangue che possono comparire nella fase premestruale o in menopausa, quindi al di fuori della gravidanza.
Quando invece si parla delle primissime fasi della gestazione, il termine corretto è perdite da impianto e indica piccole “macchie” che possono comparire sugli slip quando l’embrione si annida nella parete dell’utero. Nel linguaggio comune i due fenomeni vengono spesso considerati equivalenti e molte donne parlano di spotting o perdite da impianto, oppure di spotting in gravidanza per riferirsi allo stesso evento.
In questo articolo guarderemo insieme il fenomeno da vicino, per capirne le cause, osservarne la natura e tranquillizzarci tutte insieme. E, per essere proprio precise, ne parleremo chiamandolo con il suo nome più “corretto”: le perdite da impianto.
Le perdite da impianto: cause, natura e durata per stare tutte più tranquille!
Le perdite da impianto sono legate a un passaggio fondamentale dell’inizio della gravidanza: l’annidamento dell’embrione nell’endometrio, il rivestimento interno dell’utero. Durante questo processo, alcuni piccoli vasi sanguigni possono rompersi, provocando una lieve fuoriuscita di sangue che si manifesta con perdite leggere. Si tratta di un fenomeno fisiologico che, quando presenta le caratteristiche tipiche, è considerato assolutamente normale e per nulla preoccupante!
Vediamo insieme come riconoscere le perdite da impianto:
- il periodo: si verificano generalmente tra il sesto e il dodicesimo giorno dopo il concepimento;
- il colore: le perdite da impianto solitamente sono di colore rosa chiaro, marroncino oppure leggermente rossastro. Non si presentano quasi mai rosso vivo e intenso come le mestruazioni;
- la quantità: sono molto leggere, spesso limitate a poche gocce o a piccole tracce visibili sulla biancheria o sulla carta igienica;
- la durata: nella maggior parte dei casi le perdite in gravidanza, da impianto, durano da poche ore fino a uno o due giorni. Raramente si protraggono più a lungo, ma senza diventare abbondanti;
- i sintomi associati: sono soggettivi e variano da donna a donna. Ci sono quelle che non avvertono il minimo fastidio e altre che possono percepire lievi crampi simili a quelli mestruali, generalmente di intensità contenuta;
- la differenza rispetto alle mestruazioni: le perdite da impianto non aumentano progressivamente di intensità e non presentano il flusso tipico del ciclo mestruale.
Ci sentiamo però di fare un’altra piccola precisazione: durante la gravidanza, non tutte le perdite ematiche delle prime settimane sono necessariamente perdite da impianto.
Se diventano abbondanti, di colore rosso vivo e sono accompagnate da dolore intenso, è meglio rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia per una valutazione accurata.
Ricordiamoci sempre che ogni gravidanza è unica e ogni donna vive questa fase in modo diverso: alcune future mamme sperimentano lo spotting da impianto, mentre altre non osservano alcuna perdita. Entrambe le situazioni sono perfettamente possibili. Conoscere il proprio corpo e affidarsi al parere del proprio medico quando si ha un dubbio è il modo migliore per affrontare l’inizio della gravidanza con consapevolezza e serenità, ricordando che, nella maggior parte dei casi, le perdite da impianto rappresentano semplicemente uno dei primi segnali del meraviglioso percorso che sta iniziando.